Yazdi, i contatti con Rafsanjani e l’arresto in una stanza d’ospedale a Teheran

“Un’altra rivoluzione in Iran è impossibile”, ha detto un anno fa Ebrahim Yazdi intervistato dal quotidiano Asharq al Awsat , convinto che la democrazia sia “un processo in divenire” e che “quello che serve all’Iran è un cambiamento graduale”. All’opposizione da vent’anni, Yazdi è abituato ad analizzare gli eventi da una distanza spassionata. Continuerà probabilmente a seguirli da una cella. L’ex collaboratore di Khomeini è l’ultima vittima illustre dell’ondata di arresti che sta colpendo in queste ore i nemici di Ahmadinejad. Leggi: Moussavi è l'Obama iraniano?
Immagine di Yazdi, i contatti con Rafsanjani e l’arresto in una stanza d’ospedale a Teheran